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EDITORIAL
Il progetto Antrocom compie
cinque anni
by MARCO
MENICOCCI
Cinque
anni sono un arco di tempo per certi versi breve, se confrontato alla
tradizione di tante istituzioni culturali; si tratta anche,
però, di un periodo considerevole se poniamo attenzione al
fatto che è una iniziativa che nasce e vive prevalentemente
su internet. E’ ormai un dato sociologico noto: la Rete
brucia i tempi nello stesso modo con cui accorcia le distanze. Nella
Rete cinque anni sono molti e forse moltissimi. E questo, guardando ora
gli anni trascorsi, ci tranquillizza sul senso del tanto lavoro svolto
e ci sprona a continuare la nostra avventura.
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CULTURAL ANTHROPOLOGY
Good
To Think: Animals and Power
by SANDRA BUSATTA
In
Totemism
(1962a) and The Savage
Mind (1962b) Lévi-Strauss claimed that there
was no intrinsic connection between kinship-linked naming systems and
food taboos, but it was rather an illustration of a special way of
thinking, what he called the "savage" science of concrete ([1962b]
1964b:29). Animal species, with their many observable differences and
habits offered a way of naturalising social classifications and
distinctions, answering the "primitive" demand for order ([1962b]
1964b:23), where different animals represented different human groups.
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INTERVIEWS
Claude
Lévi-Strauss: uno sguardo da vicino 2 - Colloquio con Enrico
Comba
edited by CATERINA GERARDI
Antrocom
intervista Enrico Comba su una delle figure più importanti
dell'antropologia moderna. Continua
il colloquio
con alcuni antropologi italiani
per iniziare a trarre un bilancio sullo
strutturalismo e, in generale, sull’opera
di Claude Lévi-Strauss, in
occasione dei 99 anni del grande studioso.
Enrico Comba è docente di antropologia culturale
all’Università degli studi di Torino, e ha
sviluppato un particolare interesse scientifico in diverse aree di
studi che vanno dal mondo reigioso e mitologico dei nativi
nordamericani, all’analisi comparativa sullo sciamanesimo e
sulla cosmologia dei popoli nativi del Nord America.
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CULTURAL ANTHROPOLOGY
La
construction d’une intimité religieuse. Les
pratiques paraliturgiques des fidèles dans la
cathédrale de Tirana
by MICKAËL
WILMART
The
purpose of this article is to follow believers’ every step in
the cathedral Saint-Paul of Tirana (Albania), to describe precisely
their movements, theirs gestures and their attitudes out of
liturgy’s time. After having shown how they appropriate the
sacred space of the sanctuary and how they define this space with this
appropriation, the author tries to give a reading of their gestures
(which could be called common in a first time or associated with
popular piety) in order to show how the public space which is a
cathedral can be a place where a believer is closed to the divine.
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Il
documentario come strategia di resistenza e sviluppo
by FLAVIANA FRASCOGNA
L’articolo
si basa sul materiale raccolto durante e dopo le ricerche effettuate
per la mia tesi di laurea in Etnografia. Si vuole riflettere sulla
trasformazione delle forme tradizionali e delle retoriche espressive
della comunicazione a seguito dell’impiego delle tecnologie
audiovisuali come ulteriore strumento di comunicazione e della
dilatazione di soggetti in grado, oggi, di produrre comunicazione
audiovisiva. Nello specifico vorrei focalizzare l’attenzione
sulle potenzialità del genere documentario come forma di
resistenza e sviluppo per gruppi di popolazioni autoctone, spesso
svantaggiate, che si trovano di fronte le sfide del cambiamento ed al
potere persuasivo dei modelli occidentali.
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Neon Genesis Evangelion
e la Kabbalah:
dal Tempo di dolore al Tempo Benedetto
by FABIO BARTOLI
Chi
si propone di analizzare in profondità Neon Genesis Evangelion
sperimenta le sensazioni che provò Edipo nel trovarsi faccia
a faccia con la sfinge. Compito gravoso e importante, questo,
quantomeno per il rispetto che si deve agli innumerevoli fan di una
serie straordinaria (alla quale va anche riconosciuto il merito di aver
rilanciato l’industria dell’animazione nipponica
dopo un decennio – fatte le dovute eccezioni - non certo
esaltante, attraversato inoltre dalla crisi economica dei primi anni
‘90) ma soprattutto per quello che si deve a Hideaki Anno,
creatore dell’anime
prodotto nel 1995 dallo Studio
Gainax, che col suo capolavoro ha inoltre assolto una mission pedagogica
il cui messaggio di redenzione e rigenerazione non è stato a
dire il vero compreso da molti dei suoi stessi destinatari.
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Sesso,
Esibizionismo e Internet - La "Rivoluzione" Digitale del Realcore
by MARCO MENICOCCI
Con
l’espressione Realcore viene definito un nuovo fenomeno
mediatico di enormi proporzioni: la produzione e diffusione in rete di
materiale pornografico casalingo, realizzato in privato da singoli con
apparecchiature digitali non professionali.
Il termine Realcore è stato inventato da Sergio Messina
(2005 e 2006) unendo le parole reality
(lo show tv) e la seconda parte dell’espressione soft/hard-core.
Messina, che ha svolto un’approfondita analisi etnografica di
internet, ha preso ad oggetto di studio le sub culture
dell’erotismo amatoriale, mettendo in rilievo le nuove e
interattive pratiche sessuali basate sull’uso della
tecnologia digitale.
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CASE
STUDIES
La
Città
dei Morti del Cairo: una descrizione storica
by ANNA
TOZZI DI MARCO
Ricostruire
la genesi e lo sviluppo della Città dei Morti del Cairo,
ovvero la più antica necropoli musulmana in Egitto,
attraverso una ricognizione in archivi e biblioteche italiane e europee
della documentazione storiografica, è stata la base
preliminare di partenza per la ricerca etnografica, effettuata sul
campo, dal 1998 al 2005. Il focus di tale indagine ha riguardato in
particolare le relazioni esistenti tra l’inurbamento della
necropoli e il culto dei defunti.
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PHYSICAL ANTHROPOLOGY
Antropologia
multidisciplinare o multiantropologia indisciplinata?
by EMILIANO
BRUNER
Il
flusso di informazioni attualmente disponibili crea evidenti
sovraccarichi sia nell’organizzazione personale della
conoscenza sia nell’integrazione tra discipline differenti.
La multidisciplinarietà viene a gran voce acclamata e
reclamata come soluzione da un lato a una ingestibile produzione di
nozioni, dall’altro ad una certa stanchezza culturale di
molte discipline in stasi preoccupante. A fronte di questa comune
esigenza policulturale, gli esempi di riuscite integrazioni
professionali non sono poi molti. Spesso si trovano estremi inefficaci:
da un lato il tuttologismo da salotto di personaggi piú in
cerca di attenzione che non di conoscenza, dall’altro
associazioni amorfe e disamorniche di competenze scarsamente
complementabili. In Italia un corretto sviluppo
dell’integrazione culturale risente purtroppo anche della
disgregazione professionale evidentemente manifestata da diverse
discipline. Per ottimizzare la riuscita degli approcci
multidisciplinari bisogna cominciare a porsi domande di tipo
metodologico e analitico su questi processi, e allo stesso tempo
limitare gli esempi troppo improvvisati o addirittura dolosi.
L’Antropologia e la Paleontologia Umana rappresentano due
settori da un lato particolarmente e patologicamente affetti dalle
difficoltà e dai limiti di questo momento storico,
dall’altro due ottimi campi di sperimentazione per tentativi
piú organizzati e funzionali di integrazione tra
professionalità differenti.
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L’evoluzione
cerebrale degli ominidi: quando antropologia, paleontologia e
psicologia convergono su una domanda
by CHRISTIAN
AGRILLO
Lo
studio dell’evoluzione cerebrale degli ominidi rappresenta
uno dei punti di arrivo di diverse discipline che pongono
l’essere umano al centro del proprio
interesse: la paleontologia, che si serve dei reperti fossili per
evincere la storia evolutiva del cranio e del cervello;
l’antropologia, che utilizza utensili e tradizioni di culture
differenti per accostarsi anche allo studio della cognizione umana e
infine la psicologia che - attraverso il confronto con le
capacità cognitive di altri primati - si propone di indagare
l’unicità o meno delle potenzialità
mentali di cui disponiamo, alla ricerca di elementi condivisi dai
nostri parenti più prossimi evolutisi in una diversa regione
del continente africano.
Comprendere quali siano state le cause che hanno diversificato il
cammino dell’Uomo da quello degli altri primati significa, in
primo luogo, capire quali fattori costituiscano effettivamente una
prerogativa della specie umana, cosa ci differenzia dalle scimmie e
come questo possa essere avvenuto. Diverse teorie sono state ipotizzate
al riguardo: il presente lavoro riassume le principali visioni
correnti, ponendo l’una di fronte l’altra e
suggerendo come la mente umana possa essersi evoluta in seguito alla
compresenza di più fattori che hanno spinto verso la
medesima direzione, a differenza di quanto avvenuto per le scimmie
antropomorfe.
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NOTES & COMMENTS
I
beni immateriali
by LUNA
D'AMBROSI
Tratto
essenziale ed universale d’ogni cultura è sempre
stata l’esigenza di piegare e plasmare la natura ai propri
usi e bisogni nel tentativo di lasciare una traccia tangibile del
proprio passaggio.
L’uomo si è sempre cimentato nella costruzione di
grandi edifici, monumenti e imponenti complessi architettonici con fini
tanto logistici quanto culturali.
Tali prodotti sono, infatti, serviti ad esprimere i bisogni sociali e
religiosi d’intere comunità ma sono stati anche
utilizzati per dimostrare la propria magnificenza ai posteri, per
tentare cioè di lasciare un’importante
eredità culturale che potesse simboleggiare le doti
estetiche ed artigianali di quelle stesse popolazioni.
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Il
sale sulle ferite dell'umanità - L'imbarazzante
vitalità di un'antropologia misantropica
by STEFANO
FAIT
Perché
così tanti ricercatori delle scienze umane hanno francamente
detestato l'oggetto dei propri studi? Perché l'opinione
pubblica non si è mai realmente chiesta se il cinismo di
questi scienziati sia fondato, né si è mai resa
conto di essere, in fondo, il principale bersaglio di tanto disprezzo?
Perché si è lasciato correre, anche se ci doveva
essere la consapevolezza del fatto che l'anti-umanismo è il
terreno più fecondo per il totalitarismo? Infine,
perché questi scienziati misantropi hanno coltivato certezze
incrollabili in merito ad un tema tra i più controversi qual
è quello della natura umana, tradendo quindi la missione
stessa della scienza ed il senso della loro vocazione professionale? In
questo articolo tenterò di abbozzare alcune risposte per
stimolare il dibattito e per gettare le basi di un'opera più
completa e dettagliata.
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PHYSICAL ANTHROPOLOGY
In
viaggio con Otzi
by PIERO
ANGELO OTTUSI
Quella
sera di settembre del 1991, il telegiornale catturò la mia
attenzione con la notizia del ritrovamento di una mummia in val
Senales. All’epoca non ero particolarmente interessato
all’archeologia ma quel fatto destò in me molte
curiosità e nei giorni seguenti seguii con attenzione le
prime foto, i primi filmati dell’ evento che avrebbe poi
aperto non una finestra ma un portone sull’età del
rame. Dopo diverso tempo gli studiosi stabilirono che quel corpo
conservato dal giacciaio avesse più di 5000 anni!
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Anthroponet:
il censimento del materiale scheletrico proveniente dagli scavi della
Sardegna
by MARCO
LODDE ED ELISABETTA MARINI
Negli
ultimi decenni la ricerca antropologica e archeologica hanno prodotto
una gran quantità di risultati. Manca tuttavia una visione
sintetica e sistematica del patrimonio osteologico. Il materiale
scheletrico derivante da anni di campagne di scavo è
conservato presso istituzioni diverse e spesso non se ne conosce la
natura, o se ne è persa la memoria. Il progetto ANTHROPONET (www.anthroponet.it)
è
stato realizzato con l’obiettivo di avviare la prima
attività di raccolta, sistematizzazione e diffusione online
delle conoscenze relative al materiale scheletrico umano proveniente
dai siti della Sardegna di epoca preistorica, protostorica e storica.
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Anthroponet:
ricostruzioni 3D con l’ausilio di scanner laser –
misurazioni via web
by FILIPPO
DI TODARO
Le
sperimentazioni sono state effettuate utilizzando lo scanner laser
NEXTENGINE Desktop 3D Scanner, un laser-scanner short range a
triangolazione ottica, basato sulla tecnologia MultiStripe Laser
Triangulation.
E' costituito da una sorgente che emette un fascio laser e un sensore
che acquisisce il segnale di ritorno riflesso dalla superficie
dell’oggetto, per cui la fase di scansione avviene senza
contatto fisico con l’oggetto da acquisire; lo scanner
è in grado inoltre di acquisire le informazioni di colore
(RGB) delle superfici scansionate, consentendo dunque di ottenere una
ricostruzione fotorealistica degli oggetti sottoposti a scansione.
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RITUALS OF PASSAGE
Albert
Hofmann - L’LSD: il suo "bambino difficile"
by PIERANDREA
COSTA
Il
29 aprile è morto Albert Hofmann, nato il primo gennaio del
1906 aveva raggiunto la venerabile età di 102 anni ancora
lucido e vitale. Ancora lo scorso gennaio, in occasione del convegno
Spirit of Basel (13-15 gennaio 2006) aveva partecipato attivamente ai
lavori.
Nato a Baden, in Svizzera, si era laureato in chimica
all’Università di Zurigo. Fin
dall’università si era interessato alla chimica
delle piante e per questo motivo nel 1929 accettò il lavoro
alla Sandoz (ora Novartis) di Basilea come assistente di A. Stoll.
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