Antrocom Online Journal of Anthropology



ISSN 1973-2880

volume 7, number 1, 2011 – Supplement

volume 7, number 1, 2011 – Supplement

PREFACE

Il Premio Antrocom valorizza gli antropologi
by MORENO TIZIANI

Quando Antrocom Onlus ha assunto la natura giuridica attuale, sapevamo che per far conoscere l’antropologia e supportare gli studi in questo campo era necessario sostenere soprattutto i ricercatori. Ritenevamo, in particolare, che occorresse sostenere quei giovani ricercatori che si erano laureati da poco, dopo un itinerario che ha rappresentato, in fondo, l’inizio del vero percorso di ricerca e di vita, e non la sua fine.

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INTRODUCTION

Il merito della ricerca
by MARCO MENICOCCI

Questo numero speciale di Antrocom Online Journal of Anthropology ospita nove contributi, praticamente degli estratti, derivati da alcune tesi scelte tra quelle che hanno partecipato al nostro concorso. Si tratta di ricerche che, per l’originalità delle impostazioni, per i risultati raggiunti e sopratutto per il loro valore scientifico, ci sono parse meritevoli di di pubblicazione. Se il senso di una rivista scientifica è quello di stabilire una comunicazione, di aprire al confronto, allora lasciar chiudere quelle ricerche negli armadi in cui vengono conservate (o meglio: ammucchiate) in genere le tesi universitarie conclusa la discussione, ci è parso un errore. Abbiamo voluto dar voce ad autori (e problemi) che avrebbero altrimenti corso il rischio di cadere nel dimenticatoio e che invece meritavano il confronto con lettori e studiosi.

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CULTURAL ANTHROPOLOGY

Etnogenesi in Rwanda. Costruzione coloniale ed effetti di ritorno
by GIULIA BECCHIS

In questo articolo mi soffermerò sul processo di etnologizzazione che coinvolse il Rwanda nei cinquant’anni della colonizzazione, che coincise con la costruzione di un immaginario sulla storia del paese e sulla sua società che ebbe un ruolo centrale nel Rwanda postcoloniale così come nella sintassi delle violenze genocidiarie del ’94. Questo processo fu il risultato di un’efficace dialettica e integrazione tra l’azione politica, soprattutto belga, e l’elaborazione di un discorso intellettuale da parte degli esploratori e degli studiosi occidentali che dalla fine del XIX secolo si approcciarono allo studio del paese. Alla costruzione di questo sapere si affiancò un progressivo impoverimento culturale e una destrutturazione delle basi politiche, sociale e simboliche di una società risultato di una lunga e complessa evoluzione storica.

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Museo-grafare le culture locali. Un caso di studio: la sezione del legno del museo etnografico di Pinerolo
by MARIA ANNA BERTOLINO

L’interesse per la tematica museale ha da sempre accompagnato lo sviluppo delle discipline demoetnoantropologiche. Oggi, con i cambiamenti che tale istituzione sta affrontando, si aprono nuovi stimolanti campi d’indagine antropologica, etnografica e sociologica, in particolar modo per quanto riguarda i “musei etnografici” (anche denominati “di Arti e Tradizioni popolari” o “della Civiltà contadina”). Il lavoro condotto all’interno del Museo di Arti e Tradizioni popolari della città di Pinerolo (Torino) ha voluto quindi essere un esempio pratico di museologia applicata ai beni demoetnoantropologici.

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Monterosso, fra turismo e tradizione
by FRANCESCO BRAVIN

Monterosso al Mare, Cinque Terre, in provincia della Spezia, è una località conosciuta e rinomata dove il turismo è attualmente la risorsa principale. Ma come ha influito il turismo sulla vita dei Monterossini? Come è cambiata la vita “tradizionale”? e come la “tradizione” entra in gioco in un contesto turistico? Fra il 2006 e il 2007 ho svolto una ricerca sul campo di stampo etnografico per rispondere a queste domande, ricerca che ha costituito la mia tesi di Laurea Specialistica e che esporrò in breve in questo articolo, cercando di essere chiaro e conciso, ma esaustivo.

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Embodying difference. Health care, culture and childbearing through the experiences of Moroccan migrant women in Italy
by IRENE CAPELLI

This article raises some questions on reproductive and maternal health among Moroccan migrant women in Italy. I will focus on women’s experiences of childbearing in the framework of their immigration processes and in relation to some ‘culturally sensitive’ measures fostered by public health services in dealing with migrant users. In doing so, I will draw attention to the ways health services conceive, produce and deal with differences while providing health care. Nonetheless, conceiving the strategies for the improvement of the access of migrant women to reproductive health in a mere culturalist sense may oversimplify and discipline the women’s needs. Indeed, the outcome of such approaches may consist in the differentiation of migrants’ from non-migrant users’ access to public health resources. At the same time, I shall argue that the socio-cultural construction of pregnancy and maternity for Moroccan migrant women is to be problematised in relation to biomedicine. In the context of immigration this may actually be seen as a social and symbolic framework within which women negotiate the meaning of such events.

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PHYSICAL ANTHROPOLOGY

Pathologies And Cultural Dynamics. Dental Anthropology In The Medieval Sample From Ferento (VT)
by DANIELE CENCELLI

The methods and principles of Dental anthropology was used to inquire into population of Ferento, demonstrating that Ferento as a important core for anthropology. Ferento is inserted among Early Middle Ages sites as a town where we can see commune dental pathologies and disorder (decay, calculus, enamel hypoplasia, malocclusion and malposition).

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CULTURAL ANTHROPOLOGY

Donne migranti ucraine e luoghi di aggregazione fra connazionali. Un rapporto complesso e articolato
by ELENA OTTELLI

L’articolo presenta alcuni risultati di un’indagine rivolta al rapporto che un piccolo gruppo di donne ucraine intrattiene o ha intrattenuto con alcuni luoghi pubblici presenti nel territorio della città di Brescia; l’attenzione si è focalizzata sui luoghi finalizzati all’aggregazione fra connazionali e frequentati nel tempo non occupato da attività lavorative salariate.
La ricerca tende a far emergere e indagare le eventuali relazioni che intercorrono tra la tipologia dei luoghi frequentati e le modalità di frequentazione da un lato e altri aspetti della vita della persona migrante dall’altro.
Le acquisizioni maggiormente significative possono essere così riassunte: il rapporto individuo-spazio risulta essere di tipo naturalizzato e inconsapevole; la relazione con lo spazio appare in stretta relazione con il contesto culturale, politico, economico, in cui ogni individuo nasce e cresce e allo stesso tempo risulta essere determinata anche dalle condizioni materiali e psicologiche che una persona vive nel momento stesso in cui intrattiene la relazione con i luoghi che la circondano. Significativo è parso anche il rapporto fra spazio e identità, in particolar modo per quanto riguarda individui migranti; la relazione individuo-spazio risulta determinata anche dall’estraneità delle persone intervistate, in quanto migranti, ai concetti e ai bisogni ai quali rispondono i luoghi del Paese ospitante, costruiti invece da società alle quali le stesse non appartenevano.

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When a Machi Arrives at the Hospital. An Experience of Integration between Indigenous and Occidental Medicine in Santiago de Chile
by IRENE SCHOEFBERGER

My thesis deals with an experiment of integration between traditional Mapuche medicine and biomedicine in a public hospital in Santiago de Chile. Furthermore, it deals with the Mapuche identity as it is claimed and its influence in the pursuit of intercultural health policies. My thesis suggests that the decision to consider mainly ethnic factors neglects the difficult social and economic situation of the recipients and consequently contributes to perpetuate structural violence. Furthermore, it appears that the two types of medicine are separated only on a formal level and that a constant negotiation takes place between them and leads to the creation of hybrid practices, symbols and lexical forms.

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Comunità “confuse”. I Mauriziani a Palermo tra induismo e induismi
by GIULIA VIANI

Considerata per molto tempo omogenea, la comunità mauriziana di religione induista di Palermo si è rivelata, alla luce di nuovi studi, un’entità composita. Tale eterogeneità riproduce la situazione dell’isola di Mauritius, conseguente alla sua vicenda coloniale, in cui si assiste alla frammentazione degli Indo-mauriziani in quattro gruppi che rivendicano una propria identità: Hindu, Marathi, Telugu e Tamil. Nel contesto migratorio permane questa distinzione di tipo socio-religioso, con ricadute associative non sottovalutabili: queste micro-comunità tendono infatti a ostentare specifici contrassegni visivi, a regolamentare i matrimoni e a praticare un proprio particolarismo religioso, riconoscendosi in una divinità e nella festa a questa intitolata, oscillando tra l’organizzazione di feste comuni al “tempio” e la ricerca di luoghi di incontro autonomi, tra tendenze di integrazione e di separazione culturale che agiscono simultaneamente. La diversità rituale con cui i Mauriziani sono in continuo contatto genera in loro uno stato di “confusione” che non è strettamente religioso ma riguarda, più in generale, la costruzione di senso e identità, l’”ordine” del mondo e la rassicurazione di fronte alle incertezze e alle tensioni esistenziali conseguenti alla migrazione.

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Donne e madri nella migrazione
by STEFANIA VIAPIANA

I flussi migratori hanno assunto negli ultimi anni una forte caratteristica “femminile”, assumendo dei tratti sempre più strutturali. Questo comporta nel Paese ospitante, una messa in discussione dei valori tradizionali nella famiglia migrante, conflitti di coppia e “risignificazione” della maternità ed il confronto con l’accoglienza delle strutture socio-sanitarie in particolare. Integrazione e costruzione culturale che comporta anche una diversa “costruzione sociale del corpo”, conflittuale ed ambivalente in particolare nel caso delle modificazioni genitali femminili.

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