Antrocom Online Journal of Anthropology



ISSN 1973-2880

Volume 4, Number 1, 2008

EDITORIAL

Il progetto Antrocom compie cinque anni
by MARCO MENICOCCI

Cinque anni sono un arco di tempo per certi versi breve, se confrontato alla tradizione di tante istituzioni culturali; si tratta anche, però, di un periodo considerevole se poniamo attenzione al fatto che è una iniziativa che nasce e vive prevalentemente su internet. E’ ormai un dato sociologico noto: la Rete brucia i tempi nello stesso modo con cui accorcia le distanze. Nella Rete cinque anni sono molti e forse moltissimi. E questo, guardando ora gli anni trascorsi, ci tranquillizza sul senso del tanto lavoro svolto e ci sprona a continuare la nostra avventura.

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Good To Think: Animals and Power
by SANDRA BUSATTA

In Totemism (1962a) and The Savage Mind (1962b) Lévi-Strauss claimed that there was no intrinsic connection between kinship-linked naming systems and food taboos, but it was rather an illustration of a special way of thinking, what he called the “savage” science of concrete ([1962b] 1964b:29). Animal species, with their many observable differences and habits offered a way of naturalising social classifications and distinctions, answering the “primitive” demand for order ([1962b] 1964b:23), where different animals represented different human groups.

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INTERVIEWS

Claude Lévi-Strauss: uno sguardo da vicino 2 – Colloquio con Enrico Comba
edited by CATERINA GERARDI

Antrocom intervista Enrico Comba su una delle figure più importanti dell’antropologia moderna. Continua il colloquio con alcuni antropologi italiani per iniziare a trarre un bilancio sullo strutturalismo e, in generale, sull’opera di Claude Lévi-Strauss, in occasione dei 99 anni del grande studioso. Enrico Comba è docente di antropologia culturale all’Università degli studi di Torino, e ha sviluppato un particolare interesse scientifico in diverse aree di studi che vanno dal mondo reigioso e mitologico dei nativi nordamericani, all’analisi comparativa sullo sciamanesimo e sulla cosmologia dei popoli nativi del Nord America.

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CULTURAL ANTHROPOLOGY

La construction d’une intimité religieuse. Les pratiques paraliturgiques des fidèles dans la cathédrale de Tirana
by MICKAËL WILMART

The purpose of this article is to follow believers’ every step in the cathedral Saint-Paul of Tirana (Albania), to describe precisely their movements, theirs gestures and their attitudes out of liturgy’s time. After having shown how they appropriate the sacred space of the sanctuary and how they define this space with this appropriation, the author tries to give a reading of their gestures (which could be called common in a first time or associated with popular piety) in order to show how the public space which is a cathedral can be a place where a believer is closed to the divine.

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Il documentario come strategia di resistenza e sviluppo
by FLAVIANA FRASCOGNA

L’articolo si basa sul materiale raccolto durante e dopo le ricerche effettuate per la mia tesi di laurea in Etnografia. Si vuole riflettere sulla trasformazione delle forme tradizionali e delle retoriche espressive della comunicazione a seguito dell’impiego delle tecnologie audiovisuali come ulteriore strumento di comunicazione e della dilatazione di soggetti in grado, oggi, di produrre comunicazione audiovisiva. Nello specifico vorrei focalizzare l’attenzione sulle potenzialità del genere documentario come forma di resistenza e sviluppo per gruppi di popolazioni autoctone, spesso svantaggiate, che si trovano di fronte le sfide del cambiamento ed al potere persuasivo dei modelli occidentali.

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Neon Genesis Evangelion e la Kabbalah: dal Tempo di dolore al Tempo Benedetto
by FABIO BARTOLI

Chi si propone di analizzare in profondità Neon Genesis Evangelion sperimenta le sensazioni che provò Edipo nel trovarsi faccia a faccia con la sfinge. Compito gravoso e importante, questo, quantomeno per il rispetto che si deve agli innumerevoli fan di una serie straordinaria (alla quale va anche riconosciuto il merito di aver rilanciato l’industria dell’animazione nipponica dopo un decennio – fatte le dovute eccezioni – non certo esaltante, attraversato inoltre dalla crisi economica dei primi anni ‘90) ma soprattutto per quello che si deve a Hideaki Anno, creatore dell’anime prodotto nel 1995 dallo Studio Gainax, che col suo capolavoro ha inoltre assolto una mission pedagogica il cui messaggio di redenzione e rigenerazione non è stato a dire il vero compreso da molti dei suoi stessi destinatari.

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Sesso, Esibizionismo e Internet – La “Rivoluzione” Digitale del Realcore
by MARCO MENICOCCI

Con l’espressione Realcore viene definito un nuovo fenomeno mediatico di enormi proporzioni: la produzione e diffusione in rete di materiale pornografico casalingo, realizzato in privato da singoli con apparecchiature digitali non professionali.
Il termine Realcore è stato inventato da Sergio Messina (2005 e 2006) unendo le parole reality (lo show tv) e la seconda parte dell’espressione soft/hard-core. Messina, che ha svolto un’approfondita analisi etnografica di internet, ha preso ad oggetto di studio le sub culture dell’erotismo amatoriale, mettendo in rilievo le nuove e interattive pratiche sessuali basate sull’uso della tecnologia digitale.

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CASE STUDIES

La Città dei Morti del Cairo: una descrizione storica
by ANNA TOZZI DI MARCO

Ricostruire la genesi e lo sviluppo della Città dei Morti del Cairo, ovvero la più antica necropoli musulmana in Egitto, attraverso una ricognizione in archivi e biblioteche italiane e europee della documentazione storiografica, è stata la base preliminare di partenza per la ricerca etnografica, effettuata sul campo, dal 1998 al 2005. Il focus di tale indagine ha riguardato in particolare le relazioni esistenti tra l’inurbamento della necropoli e il culto dei defunti.

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PHYSICAL ANTHROPOLOGY

Antropologia multidisciplinare o multiantropologia indisciplinata?
by EMILIANO BRUNER

Il flusso di informazioni attualmente disponibili crea evidenti sovraccarichi sia nell’organizzazione personale della conoscenza sia nell’integrazione tra discipline differenti. La multidisciplinarietà viene a gran voce acclamata e reclamata come soluzione da un lato a una ingestibile produzione di nozioni, dall’altro ad una certa stanchezza culturale di molte discipline in stasi preoccupante. A fronte di questa comune esigenza policulturale, gli esempi di riuscite integrazioni professionali non sono poi molti. Spesso si trovano estremi inefficaci: da un lato il tuttologismo da salotto di personaggi piú in cerca di attenzione che non di conoscenza, dall’altro associazioni amorfe e disamorniche di competenze scarsamente complementabili. In Italia un corretto sviluppo dell’integrazione culturale risente purtroppo anche della disgregazione professionale evidentemente manifestata da diverse discipline. Per ottimizzare la riuscita degli approcci multidisciplinari bisogna cominciare a porsi domande di tipo metodologico e analitico su questi processi, e allo stesso tempo limitare gli esempi troppo improvvisati o addirittura dolosi. L’Antropologia e la Paleontologia Umana rappresentano due settori da un lato particolarmente e patologicamente affetti dalle difficoltà e dai limiti di questo momento storico, dall’altro due ottimi campi di sperimentazione per tentativi piú organizzati e funzionali di integrazione tra professionalità differenti.

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L’evoluzione cerebrale degli ominidi: quando antropologia, paleontologia e psicologia convergono su una domanda
by CHRISTIAN AGRILLO

Lo studio dell’evoluzione cerebrale degli ominidi rappresenta uno dei punti di arrivo di diverse discipline che pongono l’essere umano al centro del proprio
interesse: la paleontologia, che si serve dei reperti fossili per evincere la storia evolutiva del cranio e del cervello; l’antropologia, che utilizza utensili e tradizioni di culture differenti per accostarsi anche allo studio della cognizione umana e infine la psicologia che – attraverso il confronto con le capacità cognitive di altri primati – si propone di indagare l’unicità o meno delle potenzialità mentali di cui disponiamo, alla ricerca di elementi condivisi dai nostri parenti più prossimi evolutisi in una diversa regione del continente africano.
Comprendere quali siano state le cause che hanno diversificato il cammino dell’Uomo da quello degli altri primati significa, in primo luogo, capire quali fattori costituiscano effettivamente una prerogativa della specie umana, cosa ci differenzia dalle scimmie e come questo possa essere avvenuto. Diverse teorie sono state ipotizzate al riguardo: il presente lavoro riassume le principali visioni correnti, ponendo l’una di fronte l’altra e suggerendo come la mente umana possa essersi evoluta in seguito alla compresenza di più fattori che hanno spinto verso la medesima direzione, a differenza di quanto avvenuto per le scimmie antropomorfe.

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NOTES & COMMENTS

I beni immateriali
by LUNA D’AMBROSI

Tratto essenziale ed universale d’ogni cultura è sempre stata l’esigenza di piegare e plasmare la natura ai propri usi e bisogni nel tentativo di lasciare una traccia tangibile del proprio passaggio.
L’uomo si è sempre cimentato nella costruzione di grandi edifici, monumenti e imponenti complessi architettonici con fini tanto logistici quanto culturali.
Tali prodotti sono, infatti, serviti ad esprimere i bisogni sociali e religiosi d’intere comunità ma sono stati anche utilizzati per dimostrare la propria magnificenza ai posteri, per tentare cioè di lasciare un’importante eredità culturale che potesse simboleggiare le doti estetiche ed artigianali di quelle stesse popolazioni.

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Il sale sulle ferite dell’umanità – L’imbarazzante vitalità di un’antropologia misantropica
by STEFANO FAIT

Perché così tanti ricercatori delle scienze umane hanno francamente detestato l’oggetto dei propri studi? Perché l’opinione pubblica non si è mai realmente chiesta se il cinismo di questi scienziati sia fondato, né si è mai resa conto di essere, in fondo, il principale bersaglio di tanto disprezzo? Perché si è lasciato correre, anche se ci doveva essere la consapevolezza del fatto che l’anti-umanismo è il terreno più fecondo per il totalitarismo? Infine, perché questi scienziati misantropi hanno coltivato certezze incrollabili in merito ad un tema tra i più controversi qual è quello della natura umana, tradendo quindi la missione stessa della scienza ed il senso della loro vocazione professionale? In questo articolo tenterò di abbozzare alcune risposte per stimolare il dibattito e per gettare le basi di un’opera più completa e dettagliata.

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PHYSICAL ANTHROPOLOGY

In viaggio con Otzi
by PIERO ANGELO OTTUSI

Quella sera di settembre del 1991, il telegiornale catturò la mia attenzione con la notizia del ritrovamento di una mummia in val Senales. All’epoca non ero particolarmente interessato all’archeologia ma quel fatto destò in me molte curiosità e nei giorni seguenti seguii con attenzione le prime foto, i primi filmati dell’ evento che avrebbe poi aperto non una finestra ma un portone sull’età del rame. Dopo diverso tempo gli studiosi stabilirono che quel corpo conservato dal giacciaio avesse più di 5000 anni!

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Anthroponet: il censimento del materiale scheletrico proveniente dagli scavi della Sardegna
by MARCO LODDE ED ELISABETTA MARINI

Negli ultimi decenni la ricerca antropologica e archeologica hanno prodotto una gran quantità di risultati. Manca tuttavia una visione sintetica e sistematica del patrimonio osteologico. Il materiale scheletrico derivante da anni di campagne di scavo è conservato presso istituzioni diverse e spesso non se ne conosce la natura, o se ne è persa la memoria. Il progetto ANTHROPONET (www.anthroponet.it) è stato realizzato con l’obiettivo di avviare la prima attività di raccolta, sistematizzazione e diffusione online delle conoscenze relative al materiale scheletrico umano proveniente dai siti della Sardegna di epoca preistorica, protostorica e storica.

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Anthroponet: ricostruzioni 3D con l’ausilio di scanner laser – misurazioni via web
by FILIPPO DI TODARO

Le sperimentazioni sono state effettuate utilizzando lo scanner laser NEXTENGINE Desktop 3D Scanner, un laser-scanner short range a triangolazione ottica, basato sulla tecnologia MultiStripe Laser Triangulation.
E’ costituito da una sorgente che emette un fascio laser e un sensore che acquisisce il segnale di ritorno riflesso dalla superficie dell’oggetto, per cui la fase di scansione avviene senza contatto fisico con l’oggetto da acquisire; lo scanner è in grado inoltre di acquisire le informazioni di colore (RGB) delle superfici scansionate, consentendo dunque di ottenere una ricostruzione fotorealistica degli oggetti sottoposti a scansione.

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RITUALS OF PASSAGE

Albert Hofmann – L’LSD: il suo “bambino difficile”
by PIERANDREA COSTA

Il 29 aprile è morto Albert Hofmann, nato il primo gennaio del 1906 aveva raggiunto la venerabile età di 102 anni ancora lucido e vitale. Ancora lo scorso gennaio, in occasione del convegno Spirit of Basel (13-15 gennaio 2006) aveva partecipato attivamente ai lavori.
Nato a Baden, in Svizzera, si era laureato in chimica all’Università di Zurigo. Fin dall’università si era interessato alla chimica delle piante e per questo motivo nel 1929 accettò il lavoro alla Sandoz (ora Novartis) di Basilea come assistente di A. Stoll.

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