Antrocom Online Journal of Anthropology



ISSN 1973-2880

Volume 2, Number 1, 2006

LETTERS

Il dovere di parola. Libero commento a un saggio di Pierre Clastres
by ANDREA DRUSINI

Caro Politicante, che per giorni interi mi bombardi di parole, di programmi, di proposte, di idee (poche) sia verbali che cartacee, se davvero la mia opinione ti interessa leggi questa lettera aperta.

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INTERVIEWS

Stefano Ricci: l’arte per l’antropologia
edited by MORENO TIZIANI

Studiare il passato, ricostruire la vita dei nostri antenati, immaginare la loro vita quotidiana. Chi rappresenta visivamente i risultati ottenuti? Come coniugare le aspirazioni artistiche con il rigore scientifico? Abbiamo incontrato Stefano Ricci, dell’Università degli Studi di Pisa, per capire come l’arte può aiutare l’antropologia.

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Paolo Francalacci: la penna, l’antropologia e il DNA
edited by MORENO TIZIANI

Abbiamo intervistato Paolo Francalacci, antropologo e genetista all’Università di Sassari, per conoscere una personalità viva che si è distinta nel tempo per la sua attività di ricerca nel settore della genetica di popolazioni umane, il suo impegno nel mondo universitario e le sue passioni per la musica folk e la scrittura.

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PHYSICAL ANTHROPOLOGY

Uno, nessuno, centomila: i mille volti dell’Antropologia Biologica
by EMILIANO BRUNER

La Storia Naturale dell’Uomo ha sempre rappresentato una fonte di fascino nell’immaginario collettivo, in quanto narrazione, e per la sua anomala corrispondenza tra narrazione e narratore. L’uomo racconta se stesso, e nel farlo riesce con difficoltà a mantenere un distacco oggettivo. L’approccio scientifico e sperimentale in Antropologia hanno sempre sofferto di questo vincolo, in un rapporto dove la scienza può togliere romanticismo alla poesia e il romanzo troppo spesso declassa la qualità della ricerca.

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EXPERIMENTAL ARCHAEOLOGY

Un processo di ingegneria inversa sulla cuspide in selce di Tabina 1
by VITTORIO BRIZZI

Nell’insieme delle punte di freccia ritrovate nelle terramare padano-venete, la cuspide di Tabina 1 (proveniente dallo scavo della terramare di Tabina di Magreta – Modena) è di foggia particolare. Per le sue dimensioni fisiche e per la sua morfologia il manufatto rappresenta un esempio di specializzazione atipico nelle Culture mediterranee dell’età del Bronzo, e può dare informazioni sul possibile sistema balistico in grado di scagliarla.

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CULTURAL ANTHROPOLOGY

Sulle tracce dell’eland: l’arte rupestre san tra mito e rito
by CLAUDIA CANCELLOTTI

Nella cultura san tradizionale è presente ancora oggi uno stretto legame tra uomo e ambiente, testimoniato dalle numerose pitture rupestri. Queste opere rappresentanti uomini, animali, creature fantastiche e figure geometriche richiamano prevalentemente alla mitologia e alla ritualità san. Il legame è messo in evidenza, oltre che dalla frequente rappresentazione di riti nelle pitture, anche dalla netta predominanza dell’eland nell’iconografia animale.

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FIELD’S DIARY

Eritrea: l’Acqua Santa di S. Michele
by MARCO MENICOCCI, RODOLFO MENICOCCI

Le Acque Sante sono un tipico istituto terapeutico eritreo. Si tratta di fondi di acqua usata, variamente, per la cura di alcune malattie e poste sotto la “protezione” di uno o più santi, cristiani o musulmani.
Quella di S. Michele è considerata curativa per le possessioni, le malattie mentali, quelle veneree e reumatiche. Viene descritto l’itinerario curativo percorso dai pazienti in una giornata: dalla registrazioni iniziali sino ai bagni nelle due pozze.

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ANTHROPOLOGICAL EVENTS

La guerra delle ossa: la controversia sull’Uomo di Kennewick
by SANDRA BUSATTA

La controversia sull’Uomo di Kennewick mostra come un pezzo di legislazione protettiva dei diritti delle minoranze, il NAGPRA, sia diventato un potente mezzo di controllo politico e scientifico nelle mani spregiudicate di politici indiani fondamentalisti e di cinici funzionari federali. Senza dimenticare l’autocritica che da decenni antropologi e archeologi conducono all’interno delle rispettive discipline, la questione rivela la punta di un iceberg: in nome della correttezza politica e del relativismo religioso assoluto è giusto cedere alle pretese di controllo politico dell’archeologia americana oppure c’è una responsabilità più universalistica verso le generazioni future, anche indiane, che hanno il diritto di esplorare com’è stata popolata l’America?

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NOTES & COMMENTS

Le incognite della crescita cinese
by PIERREMARIA DAVOLI

Pur se in via molto approssimata, è possibile oggi avere una valutazione quantitativa del peso demografico di nazioni o regioni anche in epoche nelle quali l’uomo non aveva la possibilità di rendersi conto, se non molto grossolanamente, di questi rapporti.

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